Archive from settembre, 2012
Set 9, 2012 - Green    No Comments

Centrale idrica, il futuro dell’energia.

http://www.rosarioberardi.it/sitoberardi/centralielettrichenew/IMMAGINI/centratermoele.jpg

 

COME FUNZIONA

Le centrali termoelettriche, sostanzialmente, sono costituite da sistemi di conversione che utilizzano l’energia chimica dei combustibili per trasformarla in energia elettrica.

Le centrali termoelettriche sono caratterizzate da una caldaia, alimentata automaticamente dal deposito che contiene il combustibile e attraversata da una serpentina nella quale circola l’acqua.

L’acqua, grazie alla combustione e all’energia termica conseguente, viene riscaldata fino a 300°C e si trasforma in vapore; questo viene ulteriormente riscaldato fino a 450°C ed acquisisce una notevole pressione.

Il vapore convogliato sulla turbina, cede la sua energia cinetica facendo ruotare la stessa.

La turbina, collegata all’asse dell’alternatore lo trascina in rotazione. Nell’alternatore, grazie al fenomeno dell’induzione elettromagnetica, l’energia meccanica trasmessa dalla turbina, viene trasformata in energia elettrica.

L’energia elettrica prodotta dall’alternatore viene trasmessa al trasformatore che ne innalza la tensione, per evitare perdite, prima di immetterla nella rete di distribuzione.

Il vapore che esce dalla turbina viene riportato allo stato liquido nel condensatore e ripompato nella caldaia.

Il camino provvede ad espellere nell’atmosfera i fumi della combustione.

TRAFORMAZIONI ENERGETICHE IMPIANTI E MACCHINE
trasformazioni energetiche

SERBATOIO COMBUSTIBILE

BRUCIATORE

CALDAIA

TURBINA

CONDENSATORE

ALTERNATORE

TRASFORMATORE

DISTRIBUZIONE

IMPATTO AMBIENTALE

Questo tipo di centrale inquina fortemente l’aria  con i fumi della combustione.Il monossido di carbonio, l’anidride solforosa, gli ossidi di azoto, il piombo e gli idrocarburi sono detti inquinanti atmosferici primari.
In particolari condizioni climatiche, e cioè quando l’aria non circola e gli inquinanti permangono a lungo nell’atmosfera, si verificano reazioni chimiche, favorite dalla luce del sole, che danno luogo a un insieme di prodotti, denominati nel loro complesso “smog”, e che rappresentano gli inquinanti atmosferici secondari.
Un discorso a parte va fatto per l’anidride carbonica, la quale è un componente naturale dell’aria, ed è indispensabile per tutti i processi biologici, ma è anche responsabile della regolazione della temperatura dell’aria.
L’anidride solforosa e gli ossidi di azoto, che si generano dalla combustione del carbone e dei derivati del petrolio, provocano il fenomeno delle piogge acide. Combinandosi con l’acqua piovana, l’anidride solforosa si trasforma in acido solforico e gli ossidi di azoto in acido nitrico, e poi ricadono al suolo. L’effetto di queste piogge è progressivo e insidioso, esse producono un accumulo di acidi nel terreno e nelle acque dei fiumi e dei laghi, danneggiando gravemente gli ecosistemi, a partire dalla vegetazione.
L’enorme immissione di CO2 nell’atmosfera impedisce alla Terra di reirradiare nello spazio l’energia che riceve dal Sole, provocando l’effetto serra, cioè il riscaldamento dell’atmosfera, che, a sua volta, provoca l’aumento della temperatura dei ghiacci, determinando un innalzamento del livello del mare, e quindi la sommersione delle regioni costiere, che, come è noto, sono le regioni più popolate della Terra.
Lo smog, il piombo e il monossido di carbonio agiscono in modo diretto sulla funzione respiratoria dei viventi, provocando gravi malattie polmonari.

Non trascurabili i danni all’ecosistema  del corpo idrico utilizzato per gli scarichi termici dell’acqua.

L’impianto, come tutte le altre centrali del resto, occupando una certa superficie, normalmente recintata, allontana dalla zona la fauna e, i vari edifici connessi al suo funzionamento comportano sempre un certo impatto sull’ambiente dal punto di vista paesaggistico.

Nella sala macchine sia le turbine, sia i generatori di corrente producono un rumore costante di parecchi decibel che, a lungo andare, provoca danni all’udito degli operatori, per cui, questi, devono essere sottoposti a periodici controlli medici.

Le macchine elettriche, quali gli Alternatori e le Dinamo, per effetto dello strisciare delle spazzole sul collettore generano un certo scintillio. L’arco voltaico scompone l’Ossigeno dell’aria O2 in O, che legandosi poi ad altre molecole, forma Ozono O3, gas velenoso dal caratteristico odore di aglio.

Set 9, 2012 - Green    No Comments

CENTRALE EOLICA PIU’ GRANDE D’ITALIA

CENTRALE EOLICA PIU’ GRANDE D’ITALIA

 

 

http://www.wateronline.info/wp-content/uploads/2012/06/Un-parco-eolico.jpg

 

ENEL: NELL’ENNESE LA CENTRALE EOLICA PIU’ GRANDE D’ITALIA
(AGI) – Enna, 23 ott. – E’ il piu’ grande impianto che produce energia elettrica sfruttando il vento, realizzato dall’Enel in Italia. Si inaugura questa mattina a Nicosia (Enna), l’impianto eolico di contrada Serra Marrocco. La centrale sorge al confine con il territorio di Gangi (Palermo), a circa 80 chilometri da Palermo. L’impianto e’ costituito da 55 aerogeneratori che in piena efficienza producono poco meno di 47 megawatt per una produzione media annua di 102 gigawatt-ora. Energia che e’ in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di circa 37mila famiglie.
   L’Enel ha investito nella centrale 50 milioni di euro di cui l’80% destinati a coprire i costi dei generatori. Alle 11.30 la presentazione nella sala convegni del seminario vescovile di Nicosia, quindi intorno alle 13 e’ prevista l’inaugurazione della centrale che dista dalla cittadina ennese una ventina di chilometri.

Set 9, 2012 - Green    No Comments

Come Costruire un Pannello Fotovoltaico Fai da Te

Perché auto-costruirsi un pannello fotovoltaico?

 

Sappiamo tutti quanto i prezzi dei pannelli fotovoltaici siano ancora troppo alti, perciò oggi vi propongo una guida accurata per la costruzione step-by-step di un pannello fotovoltaico fai da te partendo da zero super economico e che vi darà grandi soddisfazioni.

 Questa è una “prima uscita” nelle prossime guide vedremo come creare un sistema di alimentazione solare completo, a cui potremo collegare ogni dispositivo elettronico di casa. In questa guida vedremo solamente la costruzione del pannello fotovoltaico fai da te.

 

Materiali per la costruzione del pannello fotovoltaico

 

Parte Negozio Prezzo
     
Celle Solari(36pz) Ebay 40 € (sped.compresa)
Legno ferramenta 15 €
Plexiglass Castorama 20 €
Viti ferramenta  
Silicone ferramenta 3 €
Cavi elettrici ferramenta  
Diodo Scotty Ebay compreso con le celle
Connettore Ebay  
Vernice Castorama  
     

Totale

 

80 €

 

 Che cosa è un pannello solare?

 

Si tratta essenzialmente di un box che contiene una matrice di celle solari.

 Le celle solari trasformano la luce solare in energia elettrica

 

Per poter generare una quantità apprezzabile di energia occorre impiegare molte di queste celle solari, poiché queste celle solari sono molto fragili  le assembleremo insieme su di un pannello di legno ricoperto da una lastra di plexiglass.

 

Su internet vi sono molti progetti su come poter costruirsi un pannello fotovoltaico fai da te, ma nessuna di queste guide mi ha soddisfatto completamente, per cui partendo da queste guide ho voluto cimentarmi con la costruzione di un mio pannello solare cercando di rendere la costruzione il più semplice e allo stesso tempo robusta possibile.

 

 Come acquistare le celle solari

 

Il primo passo da fare è quello di acquistare su ebay 36 celle solari singole da 3×6 cm. Collegando in serie le celle costruiremo un pannello solare da 18 V e 3,6 A ideale per la carica di batterie a 12V.

 

 Una volta comprate le celle, maneggiamole con cura sono sottili e fragili come il vetro. L’ideale sarebbe comprare delle celle solari già pronte con sopra saldate le linguette metalliche.

 

Esistono anche celle più grandi (es. 6″x6″), ma è importante utilizzare tutte celle di stessa grandezza e tipo, in quanto la corrente potrebbe essere limitata dalla cellula a minor dimensione.

 

 Costruiamo l’intelaiatura del pannello fotovoltaico

 

 Come legno ho impiegato il compensato e vari listelli di legno, incollati e fissati con viti sulla tavola di legno.

 

Ho diviso in due parti uguali il pannello per una maggiore robustezza.

 

Dimensioni: 56 x 115 cm

 

Per avere un disaccoppiamento tra celle solari e box, ho scelto di usare un foglio di masonite, a cui ho praticato dei fori per consentire la ventilazione dell’aria all’interno del pannello solare. Su questo foglio di masonite andremo ad incollare con del silicone le celle solari.

 

 Per avere un isolamento maggiore puoi mettere della lana di vetro tra il sotto del box e la lastra di masonite. Inoltre, io ho eseguito anche dei fori nel listello centrale che divide i due quadrati, in questo modo avremo in equilibrio la pressione interna tra i due box.

 

Dopo aver effettuato i fori, ho dipinto fronte retro con della vernice bianca isolante tipo flatting. Questi due fogli di masonite dovranno avere delle dimensioni opportune da essere inseriti nel nostro box di legno, come puoi vedere dalla foto.

La parte frontale del pannello fotovoltaico fai da te sarà protetta da una lastra in plexyglass, che dovrà avere uno spessore di almeno 0.6 cm. Evitate di impiegare il vetro in quanto meno lavorabile e molto fragile con la grandine.

 

 In questa foto si vede come ho eseguito lungo il perimetro del plexiglass  alcuni fori svasati che serviranno per chiudere il pannello in plexiglass sul box di legno sottostante.

 

È consigliato trattare il legno con sostanze impermeabili come il flatting sia dentro che fuori.

 

Ho passato diverse mani di flatting su tutto il box, per trattarlo di modo tale che raggiunga un buon livello di isolamento e sia il più possibile idrorepellente.

 Ora vediamo come togliere la cera dalla celle solari in caso vi fosse.

 

Il metodo che ho utilizzato è relativamente facile, si immergono le celle in un pentolino con acqua. Si accende il fuoco, evitando di portare ad ebollizione l’acqua. Per questa operazione ho impiegato tre pentolini.

 Il pentolino in fondo a destra è il primo in cui ho immerso le celle, tale pentolino contiene solo acqua calda, serve a far sciogliere la cera.

 

Poi sono passato ad immergere le celle solari nel pentolino davanti a sinistra, in cui c’è acqua calda con sapone.

 

Infine, ho sciacquato le celle nell’ultimo pentolino a destra.

 

 IMPORTANTE: Non buttate l’acqua dei pentolini nel lavandino in quanto la cera solidifica e potrebbe ostruire i tubi!

 

 Qui vi sono alcune celle separate, pulite e asciugate su di un asciugamano. Una volta separate le celle solari sono incredibilmente fragili e difficili da gestire e conservare. Consiglio di separare le celle quando si ha intenzione di montarle subito sul pannello.

 

 Saldiamo le celle solari tra loro

 

Disponiamo le celle sul pannello di masonite in modo ordinato. Come puoi vedere dalla foto ho disposto in serie le celle solari, le linguette positive vanno saldate sopra i poli negativi delle successive.

 

ATTENZIONE ad essere molto delicati con il saldatore, io ne ho usato uno da 60Watt.

 

Saldiamo due fili di rame sulle alette uscenti da un lato del box e dall’altra delle celle solari, in questo modo avremo collegato tutte le celle in serie.

 

Una volta eseguito il collegamento, possiamo procedere a testare il pannello fotovoltaico fai da te ponendolo direttamente sotto il sole e collegando un tester ai due cavi elettrici che abbiamo prima saldato.
Ho registrato una tensione di 9,3 Volt, tutto funziona come previsto, infatti questo è solo il primo pannello dobbiamo ancora assemblare il secondo che collegato in serie ci darà circa 18 Volt.

 Mettiamo al centro di ogni cella un pò di silicone, e sopra poggiamo con delicatezza il pannello di masonite che dovrà tenere assieme tutte le celle.

 

Procederemo in modo analogo con l’assemblaggio del secondo pannello.

 Ricordo che una volta  saldati i cavi del secondo pannello avrò anche qui due cavi, che andrò a saldare in serie con i precedenti altri due cavi del primo pannello.

 Ho fatto passare i fili attraverso i fori di ventilazione.

Ho praticato un foro più grande per far uscire i cavi elettrici del pannello, e ho messo intorno del silicone per isolare il tutto.

 Ogni pannello solare ha bisogno di aver collegato in serie un diodo affinché durante le ore notturne il pannello non vada a scaricare la batteria.

 

Su ebay ho comprato per pochi euro un diodo Schottky da 3,3 Ampere.

 

Secondo le specifiche, il diodo lavora meglio a temperature alte, quindi consiglio di saldarlo al cavo interno al box poiché dentro al nostro box la temperatura sarà certamente più alta.

 Test sul pannello fotovoltaico fai da te

 Prima di chiudere con la lastra di plexiglass il nostro box, verifichiamo il corretto funzionamento del pannello.

 

Usiamo un tester che dovrebbe darci una volta esposto il pannello al sole una tensione di circa 18 Volt.

  Ed una corrente di cortocircuito di circa 3 Ampere.

 

Dopo aver testato il pannello fotovoltaico sotto il sole per un pò, ho chiuso il tutto con la lastra di plexiglass e viti parker.

 

 Consiglio di applicare sul perimetro del box di legno un nastro di alluminio isolante. Questo nastro lo puoi trovare tranquillamente in ferramenta, una volta applicato dona al pannello fotovoltaico un aspetto più hi-tech, oltre che un isolamento superiore.

 

Ora che abbiamo costruito il nostro pannello fotovoltaico fai da te, non possiamo collegarlo direttamente alla batteria da 12 Volt, questo perché una volta che la batteria diventerà carica, la corrente successiva fornita dal pannello andrebbe a rovinare irreparabilmente la nostra batteria.

 

Ecco allora che occorre impiegare un regolatore di carica come quello nella foto a sinistra, che semplicemente andrà ad interrompere la ricarica una volta raggiunto il livello completo di carica della batteria.