Browsing "Green"
Mar 2, 2014 - Green    No Comments

Biocombustibili e api, un matrimonio che non s’ha da fare

Sono ormai diversi anni che si discute, a livello mondiale, dello spopolamento degli alveari. Inizialmente le cause non erano immediatamente rintracciabili, così si cercò di spiegare il fenomeno indicando nuovi patogeni emergenti, virus e persino onde elettromagnetiche dei cellulari.

Ma tra tutte le ricerche, emerse una curiosa coincidenza: tra il 2005 e il 2010, le superfici coltivate a colza, girasole e soia per ottenere biocombustibili sono aumentate di quasi un terzo. E allora si è tornati alla carica con la denuncia dei pesticidi neonicotinoidi, utilizzati in grandi quantità per la concia dei semi. Le loro polveri tossiche sarebbero accusate di avvelenare gli insetti e causare sia la morte di quelli infettati, sia portare grandi rischi per la colonia in cui fanno ritorno.

Alcuni studi hanno divulgato notizie interessanti su come gli insetti possano venirne a contatto: le polveri tossiche, infatti, non si depositano solo sui terreni in cui il pesticida è impiegato, ma si propagano anche ai campi confinanti e, nei casi più estremi, vengono assorbite dalle radici, per poi confluire nel polline delle piante visitate abitualmente dagli impollinatori.In Europa si stima che vivano solo 2/3 delle colonie di api che sarebbero necessarie per impollinare adeguatamente le coltivazioni e il ritmo delle morìe si aggira su una media annua del 30%. L’ampliamento di terreni destinati alla produzione di biocombustibili ha prodotto un aumento vertiginoso della domanda d’impollinazione, ma allo stesso tempo, l’impiego dei pesticidi tossici ha decimato le api. I dati sono allarmanti: si calcola che circa la metà dei paesi europei, tra cui Italia, Francia e Germania, soffra la carenza di api.Creare energia dai biocombustibili, sfruttando una risorse rinnovabile e non inquinante, è sicuramente un’idea ammirevole. Ma, come tutte le iniziative, avrebbe bisogno di essere considerata nella sua globalità, pianificando e indagando sugli impatti a livello ambientale. Gli insetti impollinatori sono fondamentali per il nostro ecosistema e per il nostro sistema alimentare: proteggere, salvaguardare e mantenere sano il loro habitat dovrebbe essere una delle nostre priorità più grandi.

Mar 2, 2014 - Green    No Comments

Energia eolica: 1 miliardo di dollari per il parco eolico più grande

Le fonti rinnovabili avanzano ormai da tempo nell’economia di molti Paesi e, con un impatto ambientale inferiore rispetto alle classiche fonti fossili, rappresentano sempre di più il futuro per la produzione energetica mondiale. E negli Stati Uniti le turbine eoliche vengono già ampiamente utilizzate e installate da anni.

Proprio in questo settore, un nuovo e poderoso investimento è partito da uno degli uomini più influenti del mondo. Si tratta del potente filantropo Warren Buffett, che avrebbe recentemente acquistato, per circa 1 miliardo di dollari, uno degli impianti di turbine eoliche più estesi al mondo, promuovendo l’investimento sulle rinnovabili come un’opportunità economica di una certa importanza.

Si tratta dell’acquisto di impianti a energia eolica più importante mai avvenuto, e potrebbe segnare una nuova conquista per le fonti rinnovabili, settore che, negli Stati Uniti, ricopre il 5% in più rispetto alle tradizionali fonti fossili.

Acquistate dalla società di servizi di proprietà del magnate Buffett, la MidAmerican Energy, le prime turbine eoliche, sono già state installate nell’Iowa. L’intero parco eolico sarà però collegato alla rete, entrando in funzione, a partire dal 2015. Il primo progetto invece, rappresentato dall’impianto Vienna II, che produce 44 Megawatt di energia, è già operativo.

L’investimento fa ben sperare per il futuro delle energie pulite e la crescente domanda di energia eolica negli Usa potrebbe presto compensare il declino delle tradizionali fonti fossili nel Paese del fracking e del petrolio.

Mar 2, 2014 - Green    No Comments

Il ponte solare più largo al mondo è sul Tamigi

Il 23 gennaio scorso Londra ha inaugurato una delle sue icone architettoniche più celebri, il Blackfriars Bridge, trasformato nel ponte fotovoltaico più largo al mondo.

Il Blackfriars Bridge (Ponte dei Frati Neri, per la vicinanza di un monastero di frati domenicani), terminato nel 1869, è il terzo ponte di Londra, ha una lunghezza complessiva di 277 metri e ospita la stazione di Blackfriars.

Nel 2008 sono iniziati i lavori di rinnovamento della stazione, e si è porgettato un tetto anche per il ponte su cui installare oltre 4.400 pannelli fotovoltaici, per un totale di 6.000 mq di copertura.

Ora più della metà del fabbisogno energetico della stazione di Blackfriars – ora collocata direttamente sul ponte e accessibile da entrambi i lati del fiume – è fornito dai pannelli fotovoltaici, consentendo un risparmio, energetico davvero importante, coadiuvato dall’utilizzo dei treni elettrici.

Si stima che il nuovo ponte produrrà 900.000 kWh e consentirà di ridurre le emissioni di CO2 di circa 511 tonnellate l’anno: un risultato davvero importante, ottenuto anche grazie all’enorme impegno profuso dalla Network Rail – l’azienda dei trasporti ferroviari britannici – che ha sostenuto fortemente il progetto, in linea con la nuova politica green della capitale britannica.

Il progetto è la prova di come il fotovoltaico possa essere integrato sia in opere architettoniche già esistenti che all’interno di progetti ingegneristici di nuova concezione. Una cosa è certa: dal 23 gennaio il fotovoltaico è diventato una delle nuove icone della capitale britannica.

Set 10, 2013 - Green    No Comments

F1 più green: nel parco del Gran Premio di Monza piantati 10.000 alberi per combattere le emissioni di CO2

Oggi sono davvero numerosi gli appassionati di motori che stanno attendendo l’avvio del Gran Premio di Formula 1 a Monza. Ma c’è anche un’altra notizia, a contorno del fatto sportivo, che naturalmente non ci è sfuggita.

La notizia è che, grazie a un accordo tra l’Automobile Club d’Italia ed Eco Store, le 12.000 tonnellate di Co2 emesse dal Circus di F1 durante il Gran Premio d’Italia a Monza saranno compensate con la piantumazione di ben 10mila alberi.

 

Se non è stato ancora possibile rendere le auto che corrono in Formula Uno più ecosostenibili, e con esse tutte le attività che concorrono durante una gara, si è pensato, almeno è possibile rendere più ecologica la pista.

L’operazione, patrocinata dal ministero dell’Ambiente, e’ interamente sostenuta da Eco Store e finanziera’ anche progetti nel settore dei biocarburanti e delle energie rinnovabili, oltre a promuovere azioni di tutela ambientale.

Entusiasta l’amministratore unico di Eco Store, Alessandro Gerardi, per il quale: “trasformare un evento come un Gran Premio di Formula 1 in uno spettacolo a impatto zero e’ una iniziativa che rientra alla perfezione nella nostra filosofia di azioni concrete per il rispetto dell’ambiente e l’ecosostenibilità“.

Speriamo che questa iniziativa tutta italiana sia emulata in altri circuiti del mondo….

Set 10, 2013 - Green    No Comments

Fibra ricavata dalle alghe per isolare la casa

Sapevate che la posidonia, di cui le spiagge mediterranee sono ricche, può essere trasformata in un materiale da costruzione?

Ebbene, sì: il Fraunhofer institute for chemical technology (Ict) di Pfinztal, in collaborazione con i suoi partner induistriali  NeptuTherm e.K., X-Floc Dämmtechnik-Maschinen, Fiber Engineering e RMC, ha sviluppato nuovi metodi per trasformare le palline di posidonia in un materiale isolante che funziona: «L’obiettivo dei partner del progetto – sottolineano i ricercatori –  è quello di produrre un materiale isolante idoneo per imbottire o essere soffiato senza difficoltà dentro lo spazio necessario».

Come avviene la trasformazione? Una volta eliminata tutta la sabbia dalle palline, un nastro trasportatore le immette nei macchinari da taglio dai quali escono fibre integre lunghe da 1,5 a 2 centimetri che vengono fatte cadere in sacchi di plastica.

L’analisi effettuata ha confermato che le fibre di posidonia sono un ottimo isolante dal calore, sono particolarmente adatte a chi soffre di allergie e, infine, un altro vantaggio delle palline di posidonia è che rispettano l’ambiente.

Il materiale isolante di posidonia prende il nome dalla NeptuTherm eK che lo sta già commercializzando e distribuendo con successo, visto che l’installazione presenta poche difficoltà e non occorrono particolari conoscenze tecniche. Inoltre, le fibre di posidonia hanno già dimostrato il loro valore in una serie di progetti di ristrutturazione e nuova costruzione di edifici.

Ora si punta a realizzare anche pannelli isolanti in posidonia per offrire un sistema completo di isolanti per tetti isolanti, facciate esterne, pareti interne, soffitti e seminterrati. Dalle prime sperimentazioni, pare che anche questo utilizzo sia possibile.

Set 10, 2013 - Green    No Comments

Ioricreo, il libro del riciclo creativo

Riciclare si può, e divertendosi. Basta un pizzico di inventiva, e tanta passione per l’ambiente, come suggeriscono le pagine di IoRicreo, un manuale di riciclo creativo con 49 semplici idee per dare nuova vita agli scarti che si trovano in ogni casa.

A idearlo Francesco Di Biaso, fondatore dell’associazione IoRicreo e docente di  Interaction design allo Ied di Milano. Il giovane genovese, classe 1984, è un’artista del riciclo, punta a risvegliare la manualità e fantasia  dell’uomo per costruire oggetti utili, ma anche belli. In questa direzione muove il suo sodalizio, ed anche questo libro, che ne è una sorta di emanazione.

 

Alcuni esempi?  Da una gruccia si può tirar fuori una lampada, dalla cialda del caffè un’antigoccia, da un vecchio cd un quadro, mentre un cucchiaio può trasformarsi in un candelabro.

Tante idee originali per salvare plastica, carta, cartoncino, alluminio, tessuti, e legno dal contenitore dei rifiuti: bastano poche istruzioni, alla portata di tutti. Da spazzatura a nuova creazione in modo semplice, divertente, adatto a tutti e ovviamente personalissimo. Ognuno  può arricchire la sua ricreazione seguendo la fantasia e rendendo il suo pezzo unico. Pregevoli e intuitive le illustrazioni, curate da un’altra under 30, Maddalena Gerli.

DETTAGLI DEL LIBRO:
Titolo: IoRicreo – Manuale di riciclo creativo
Autori: Francesco Di Biaso, Maddalena Gerli
Pagine: 128 pagg.
Editore: Terre di Mezzo Editore
Prezzo: 12,00 euro
ISBN: 9788861892408

Set 10, 2013 - Green    No Comments

LumiAID, per dare luce a chi non ne ha

Illuminare di speranza il futuro delle popolazioni povere colpite da catastrofi naturali potrebbe essere possibile grazie al ‘LuminAID lab’, il progetto umanitario che punta a portare nei villaggi più disastrati dei paesi in via di sviluppo delle speciali lampade gonfiabili e galleggianti alimentate da piccoli pannelli solari.

Le lampade in questione sono dotate di un pannello solare e una batteria al litio incorporata che si ricarica al sole in meno di 4 ore per un’autonomia di ben 8 ore di luce. Simile ad un cuscino, la lampada è leggera da trasportare, facile da utilizzare e all’occorrenza si trasforma in un piccolo salvagente.

Autrici di quello che in meno di un anno è diventato un vero e proprio successo sono due giovani ragazze che tramite la campagna di crowdfounding ‘Give light, Get light’ lanciata sul sito IndieGoGo.com sono riuscite a vendere migliaia di lanterne in pochissimi giorni; lanterne che hanno poi distribuito alle associazioni di volontariato impegnate nei paesi più colpiti da alluvioni, tsunami e terremoti.

L’obiettivo è quello di accrescere il successo dell’iniziativa e riuscire a vendere le lampade alle grandi organizzazioni umanitarie.

Chi volesse, può acquistare LuminAID per sé o per i bisognosi con una semplice donazione da 10, 15 e 25 dollari sul sito http://luminaid.gostorego.com e sostenere attivamente un progetto che merita di essere condiviso.

Set 10, 2013 - Green    No Comments

Eco-terrorismo e ambiente sono temi caldi anche per il cinema: nuovi film in arrivo ne parlano

Si è da poco conclusa la cerimonia di premiazione che ha assegnato i premi della settantesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia e una considerazione su un nuovo filone narrativo emergente ci è sorta spontanea. Di cosa stiamo parlando? Dei film legati alla tematica ambientale, in tutta la sua bellezza, a volte la sua drammaticità ed anche, giustamente, le sue contraddizioni.

I temi legati all’ambiente oggi sono infatti sempre più sotto la lente d’ingrandimento dei principali media. Effetto dell’attualità e di una domanda crescente di riflessioni e risposte da parte del pubblico su contenuti ecologici. In particolare, sembra che le sale cinematografiche siano destinate ad ospitare un numero sempre maggiore di film catalogabili sotto il filone del ‘thriller ecologico‘, genere tradizionalmente poco esplorato dalle pellicole, ma che pare avviato a conquistare una sua centralità.

Ne è dimostrazione la recente uscita di The East di Zal Batmanglij con Ellen Page, Patricia Clarkson e Julia Ormond in cui l’omonimo gruppo anarchico del titolo minaccia attentati contro multinazionali e potenti che si sono macchiati di reati perseguendo i propri interessi particolari senza scrupoli.

A Venezia era molto atteso Night Moves, con Jesse Eisenberg e Dakota Fanning, la storia di tre ambientalisti radicali che si propongono di far esplodere una diga idroelettrica, un gesto clamoroso e insensato di rifiuto dei paradigmi consumistici della società contemporanea e che sottolinea i rischi e le contraddizioni insite nel radicalismo politico.

Nel filone potrebbe trovare posto anche il film danese Skytten – The Shooter di Annette K. Olesen, che sembra alludere alla politica del Presidente americano Obama sull’ambiente: il film potrebbe non arrivare affatto sugli schermi italiani a causa delle sue riflessioni molto critiche sui meccanismi poco lineari messi in atto dal mondo della politica e del giornalismo.

Anche altri grandi registi hanno provato a cimentarsi con i temi attuali del rapporto tra l’uomo e il Pianeta: è il caso di Ridley Scott con il suo Prometheus o di After Earth con M. Night Shyamalan o ancora di Oblivion di Joseph Kosinski.

Certo, non sono mancati negli ultimi anni altri film che potessero essere classificati come thriller ecologici – ricordiamo per esempio “E venne il giorno” (The Happening in inglese), con Mark Wahlberg – ma personalmente ci sembra che la tendenza si stia rafforzando in questa stagione.

Sperando che almeno un risultano questi film lo possano conseguire: quello di fare riflettere…

Set 10, 2013 - Green    No Comments

Piantare asparagi può fermare la desertificazione?

Gli asparagi fanno bene, anche contro la desertificazione. La scoperta arriva dalla Cina dove degli scienziati hanno usato gli asparagi per arginare la desertificazione nel nord del Paese. Un progetto partito ormai nel 2010 e che sembra avere prodotto qualche risultato degno di nota.

Ma come mai proprio gli asparagi?

Gli scienziati cercavano delle piante che potessero essere utilizzate per contenere la sabbia nel nord-ovest della Cina, luoghi particolarmente minacciati dal fenomeno della desertificazione. La scelta è ricaduta sull’asparago per la sua capacità di resistere alla siccità e al freddo e di crescere anche su terreni sterili.

Gli asparagi possono raggiungere un’altezza di 1,3-1,5 metri e sono in grado di ridurre la velocità del vento dal 20 al 30%.

La scelta degli asparagi ha ricadute positive anche dal punto di vista economico. Per utilizzarle a scopo ecologico ne servono infatti 20 tonnellate l’anno. Una produzione che dovrebbe così aumentare i redditi degli agricoltori nelle zone desertiche più povere.

Lug 16, 2013 - Green    No Comments

Anche le Seychelles contro la dipendenza dal carbone

Le 115 isole dell’Oceano Indiano che compongono le Seychelles, oltre a possedere le spiagge più belle al mondo, sembrano poter vantare anche un sistema energetico più eco-sostenibile grazie all’installazione di parchi eolici che producono energia elettrica pulita.

Le Seychelles si stanno infatti adoperando per combattere la dipendenza da combustili fossili altamente inquinanti come il carbone, finora impiegato per alimentare generatori elettrici a diesel: una decisione che ricalca – fortunatamente – quelle di diversi altri paradisi naturalistici, che vedono nella riconversione ad un modello energetico basato sull’energia pulita l’unica prospettiva sostenibile nel lungo periodo per preservare i propri tesori naturali.

La nuova politica di queste isole a favore delle energie pulite si è concretizzata con l’inaugurazione di un parco eolico della capacità di 6 MW situato a Mahé, l’isola più grande delle Seychelles, con cui viene soddisfatto l’8% del suo fabbisogno energetico.

Un primo passo concreto che va nella direzione di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili dell’arcipelago.

Si tratta certamente di un ottimo inizio ma per soddisfare la fame energetica di queste isole liberandosi dalle tradizionali fonti occorre puntare su un ampio investimento a favore dell’installazione di numerosi impianti eolici e fotovoltaici.

Pagine:12345»